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Paragrafo  2  . La restaurazione della geografia politica europea.  Il

congresso di Vienna.


L'espansione  napoleonica, oltre ad innescare profonde  trasformazioni
all'interno  dei vari stati, aveva sconvolto la mappa della  geografia
politica   europea;  per  ripristinarla,  le  potenze  vincitrici   di
Napoleone  si riunirono nel congresso di Vienna dal novembre  1814  al
giugno  1815. Obiettivi essenziali per la stabilit del nuovo  assetto
geopolitico  furono considerati l'equilibrio tra i  vari  stati  e  il
ridimensionamento della Francia, allo scopo di frenarne ogni tentativo
di espansione o desiderio di rivincita.

[Cartina non riportata: L'Europa dopo il congresso di Vienna].

     Il  raggiungimento  delle  finalit principali  era  collegato  a
varie  questioni,  come  la  definizione  dei  confini  politici,   la
formazione di nuovi stati e la loro assegnazione a nuovi sovrani; esso
era  inoltre ostacolato dal fatto che Inghilterra, Russia,  Prussia  e
Austria,  protagoniste del congresso, avevano ambizioni,  interessi  e
princpi ispiratori diversi e, in alcuni casi, contrastanti fra loro.
     L'Inghilterra,  rappresentata  dal  ministro  degli  esteri  lord
Castlereagh, mirando soprattutto a consolidare la propria egemonia  in
campo  marittimo  e  nel  commercio mondiale, considerava  prioritario
l'equilibrio  tra gli stati continentali e pertanto  si  opponeva  con
decisione alle ambizioni espansionistiche della Russia.
     La  tensione tra Inghilterra e Russia, inoltre, era acuita  anche
dalla  profonda  differenza dei loro sistemi politici.  L'Inghilterra,
infatti,  era  ormai  da tempo una monarchia di  tipo  costituzionale,
mentre in Russia era ancora in vigore un assolutismo monarchico rigido
e conservatore.
     La   Prussia,   rappresentata   al  congresso   dal   cancelliere
Hardenberg, desiderava affermare la propria supremazia in Germania  ed
espandersi  sia  ad  occidente che ad oriente, ed era  per  questo  in
contrasto con la Francia e con la Russia, oltre che con l'Austria.
     L'Austria,   guidata   dal  cancelliere   Metternich,   intendeva
rafforzare  la  sua  posizione, esercitando  il  controllo  diretto  e
indiretto su un territorio pi vasto possibile, svolgendo il ruolo  di
perno dell'equilibrio continentale.
     Le  divergenze tra le principali potenze europee furono abilmente
sfruttate  dal  rappresentante  francese,  il  ministro  degli  esteri
Talleyrand,  che  riusc a far valere il principio di legittimit,  in
base  al quale i sovrani avrebbero dovuto essere restaurati sui  troni
occupati   "legittimamente"  per  diritto  divino  prima   di   essere
spodestati  da  Napoleone. I Borbone poterono cos tornare  a  regnare
sulla Francia, senza subire significative mutilazioni territoriali.
